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George Louis Panormo

Scritto da Super User.

Durante la seconda metà del XVIII sec. La chitarra subì un processo di evoluzione che gradualmente portò alla definizione del modello pressoché attuale dello dello strumento: dalla forma barocca a cinque cori (doppie corde) riccamente ornata si passò alle essenziali linee della chitarra a sei corde del XIX secolo. Fra i maggiori Liutai che contribuirono a tali cambiamenti è da annoverarsi Vincenzo Trusiano Panormo. Nato a Monreale (Palermo) nel 1734, visse ben poco nella città natale. A sedici anni si trasferì prima a Napoli e successivamente a Torino. Dopo un breve periodo nel Tirolo, nel 1773 raggiunse Parigi ove rimase fino alla rivoluzione francese del 1789 tranne l’anno 1772 trascorso a Londra. Dopo gli sconvolgimenti della Francia si trasferì proprio in quest’ultima città e vi rimase fino alla morte avvenuta nel 1813.

Si dice essere stato allievo del grande maestro cremonese Bergonzi, anche se non si è mai accertata la veridicità di questo fatto. Oltre alle chitarre costruì anche strumenti ad arco. Ebbe come figli Francis, che si dedicò soprattutto alla costruzione di pianoforti. Joseph (Napoli 1773  - Londra 1837) che ebbe come figlio Edward; George (Londra 1772-1852) che ebbe come figlio George Louis (Londra 1815-1877). Louis (Parigi 1787-Nuova Zelanda 1862).

I Panormo si possono considerare liutai molto all’avanguardia rispetto ai loro contemporanei. Lo strumento è concepito con caratteristiche costruttive che lo identificano come una chitarra molto moderna rispetto ai suoi tempi. L’adozione di un sistema a raggiera, il palissandro jacaranda per il fondo e le fascie, il riavvolgimento delle corde con il sistema a meccanica Baker, la tastiera sovrapposta al piano armonico, contraddistinguono la quasi totalità della loro produzione. Strumenti solidi, efficaci, di rara bellezza e di forma armoniosa.

Tastiere leggermente bombate con tastature in metallo, unite ad una giusta proporzione della conformazione dei manici, conferiscono alle loro chitarre una facilità d’uso che raramente si trova in altre chitarre. Altra particolarità è che tutti lavorarono su un modello di chitarra analogo per cui oggi è alquanto difficoltoso riconoscere la mano di uno o dell’altro dei tanti liutai che hanno formato la storia e la produzione di questa importantissima famiglia.